Per ciò di cui mi occupo nella vita, questa frase mi è rimasta in testa da quando ho sentito che l’ha detta!
Che cavolo voleva dire?
Certo!
Ci metteva in guardia dall’uso smodato degli strumenti tecnologici che mettono in contatto le persone, ma la comunicazione è tutta un’altra cosa!
La comunicazione avviene quando ci guardiamo negli occhi, quando ci abbracciamo, quando ci “sentiamo” con tutto il corpo, a cominciare dal cuore
Incontrai Josè Mario Bergoglio a novembre 2013 durante un’udienza organizzata da un’associazione di pazienti con sindrome nefrosica. Mi colpirono subito la sua semplicità e la comunicativa, mi sembrava di essere davanti a una persona che avevo sempre conosciuto, chessò, il prete della chiesa sotto casa. Nello stesso tempo sentii la sensazione vissuta in altre due occasioni, davanti a Thich Nhat Hanh e la prima volta che incontrai Angela Volpini; non saprei neppure descriverla, come se percepissi che queste persone sono connesse con qualcosa di più grande, forse la loro trascendenza dal personale.
Francesco è stato il Papa che ho sentito più vicino per la condanna risoluta verso il capitalismo, per avere sempre sostenuto che la pace inizia dalla rinuncia alle armi, la sua ferma critica nei confronti di molti aspetti della chiesa cattolica romana pur essendone il massimo rappresentante; per le sue lotte all’establishment Vaticano fatto di potere, denaro e fronzoli e proprio per questo è stato il pontefice che probabilmente ha avuto più nemici in assoluto proprio all’interno delle mura oltre che fuori; per l’apertura verso temi spinosi per la Chiesa come le diversità di genere e il sostegno al femminile; per l’enciclica Urbi et Orbi che è il primo lascito di un pontefice che esorta ad occuparsi dell’ambiente, ma non solo, nel quale si parla di umanità come parte dell’ambiente stesso e come unica famiglia senza separazioni date da greggi, ovili e quant’altre cose nelle quali non mi riconosco affatto!
Comunque la cosa che più mi ha colpito della persona Josè Mario Bergoglio è che ha mostrato sino all’ultimo minuto della sua vita che la misericordia, ovvero la tensione ad occuparsi di chi ha bisogno davvero, è fattibile anche se sei il Papa.
Ha fatto tutto bene? No. Come ogni essere umano. E chi si aspettava diversamente, forse è bene che cominci a guardare dentro se stesso.
Un abbraccio
Carlo







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